Cei cambia rotta su ius soli, non basta solo la nascita…

Il presidente della conferenza episcopale italiana, cardinal Bassetti: “Prima un’opera integrazione, poi la cittadinanza”

Retromarcia Cei sul fronte della ius soli. E l’inversione di rotta arriva con le parole del presidente della Conferenza espiscopale italiana, il cardinal Gualtero Bassetti: “Ci vuole un’opera di accoglienza, integrazione e accompagnamento; poi naturalmente si può arrivare anche al diritto di cittadinanza.

Non basta la nascita. Secondo me così si fa torto anche a chi nasce, mentre la cittadinanza è qualcosa che ci si conquista con un inserimento progressivo nel tipo di civiltà, di nazione in cui siamo. Mi sembra più rispettoso per tutti, fatto gradualmente in questo modo”. Poi, entrando nel dettaglio dell’iter parlamentare del disegno di legge sullo ius soli, il presidente della Cei ha detto: “C’è ancora dl cammino da fare in apertura della legge, e non aggiungo altro”. La frenata della Cei arriva mentre in Parlamento e soprattutto al Senato è ricominciato il dialogo interno alla maggioranza per provare a portare in porto la legge proprio in questa legislatura. Su Avvenire, Simona Vicari di Ap ha spiegato la posizione del partito guidato da Angelino Alfano: “Con alcune modifiche Alternativa popolare è disponibile a votare, subito e anche con la fiducia, una legge sulla nuova cittadinanza che sia ispirata al criterio dello ius culturae”. La mossa della Cei però rivista la posizone di parte della Chiesa assunta finora sullo ius soli. Solo qualche giorno fa aveva affermato: “Alla luce del Vangelo e dell’esperienza di umanità della Chiesa, penso che la costruzione di questo processo di integrazione possa passare anche attraverso il riconoscimento di una nuova cittadinanza, che favorisca la promozione della persona umana e la partecipazione alla vita pubblica di quegli uomini e donne che sono nati in Italia, che parlano la nostra lingua e assumono la nostra memoria storica, con i valori che porta con sè”, aveva affermato il cardinale. Adesso lo stesso “processo di integrazione” per Bassetti deve avere un altro tipo di percorso: “Non basta la nascita”. Lo ius soli per la Cei non è più dunque una priorità e ripiega su una posizione di lungo-medi periodo che prevede la cittadinanza solo dopo un periodo di integrazione. E sulle parole di Bassetti infine sono arrivate le parole dell’europarlamentare di Forza Italia, Salvatore Cicu: “Dal presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti, sono arrivate autorevoli parole di assoluto buonsenso: la cittadinanza non può essere un riconoscimento puramente burocratico, un fatto meccanico, ma la si conquista con un inserimento progressivo dopo aver fatto propri i valori della nazione. Come Forza Italia ha sempre sostenuto, la cittadinanza deve arrivare alla fine di un percorso di integrazione che già è avvenuto, non all’inizio di quel percorso sperando poi che dalla concessione della cittadinanza possa scaturire automaticamente l’integrazione”.

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