Migranti: in Italia l’80% irregolari, sotto accusa Renzi. Il governo libico incassa 300 milioni dal traffico

Matteo Renzi non c’è più e finalmente qualcuno in Europa incomincia a notare l’insensatezza delle sue politiche d’accoglienza.

Grazie a lui ci siamo accollati centinaia di migliaia di clandestini privi di qualsiasi diritto e abbiamo contribuito ad arricchire i trafficanti di uomini. Non paghi, ci siamo fatti prendere in giro dal governo libico di quel premier Fayez al-Sarraj che abbiamo contribuito a portare al potere. A denunciare le politiche renziane ci pensano – da una parte – il commissario europeo all’immigrazione Dimitris Avramopoulos spiegando come l’80% dei profughi arrivati in Italia siano «irregolari» privi di diritto all’accoglienza e – dall’altra – l’ammiraglio Enrico Credendino, il comandante della missione Eunavfor Med autore d’un rapporto in cui denuncia come il giro d’affari di circa 300 milioni d’euro annui generato dal traffico di umani rappresenti l’entrata più consistente per le città controllate da Sarraj.

Partiamo da Avramopoulos. «Se confrontiamo Italia e Grecia ha dichiarato ieri il commissario – fino all’80% dei migranti che attraversano l’Egeo sono profughi, mentre l’80% di quelli arrivati in Italia dal Mediterraneo sono irregolari». Sembrerebbe la scoperta dell’acqua calda. Come il Giornale ha scritto più volte, basta esaminare le statistiche sugli sbarchi per scoprire che gran parte dei profughi accolti in Italia non fuggono dalla Siria in guerra, ma da Paesi come Pakistan, Bangladesh, Nigeria, Senegal, Gambia e Mali. Paesi dove la vera molla dell’esodo è il sogno di far fortuna in Europa. Ma quell’acqua calda rovesciata addosso all’Italia rischia di farci assai male. La prima conseguenza potrebbe essere l’esclusione dalla ripartizione dei profughi visto che in Italia – fa notare Avramopoulos – non vi sono abbastanza siriani ed eritrei. Dunque se anche la ripartizione delle quote di migranti, approvate da Bruxelles a fine 2015, si mettesse in moto saremmo comunque costretti a tenerci gli «irregolari». Ovvero la maggior parte del mezzo milione di disgraziati sbarcati dal 2014 ad oggi.

Altre paradossali verità celate, fin qui, sotto la melassa del buonismo renziano emergono dal rapporto del comandante di Eunavfor Med, la missione europea mandata a contrastare il traffico di umani davanti alle coste libiche. Secondo il rapporto, destinato ai 28 governi europei, il contrabbando di esseri umani garantisce un giro d’affari tra i 275 e i 325 milioni di euro annui. E quel giro d’affari rappresenta a oggi l’entrata più consistente per le città costiere da cui partono i barconi. Tutte quelle città gravitano però nell’orbita del governo Sarraj e dunque il paradosso italiano risulta quanto mai evidente. Dopo aver contribuito a metterlo in sella e a mantenerlo al potere, il nostro governo non è riuscito a convincere il premier libico a lottare contro le organizzazioni criminali che garantiscono a lui un’entrata costante e a noi spese e impegni permanenti. E così mentre noi continuiamo ad accogliere chiunque scenda dai barconi, Sarraj e i suoi continuano a far girare i denari dei gruppi criminali che spingono i migranti verso le nostre coste.

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